Il nettare: cos’è, come si forma e perché le api lo raccolgono

Il nettare: cos’è, a cosa serve e perché le api lo raccolgono

Oggi voglio nuovamente parlarti del bellissimo rapporto che c’è tra le api e i fiori. Un rapporto di mutua collaborazione, frutto di anni di evoluzione. In particolare, voglio raccontarti tutto sul nettare, la sostanza zuccherina che le api raccolgono e utilizzano per fare il miele.

Che cos’è il nettare

Il nettare è un liquido zuccherino prodotto da numerose piante (chiamate Angiosperme) per attirare gli impollinatori. Non solo insetti, ma anche uccelli e alcuni mammiferi, come ad esempio i pipistrelli.

Le piante producono questa sostanza grazie a speciali ghiandole (chiamate nettàri), posizionate solitamente alla base dei fiori, al riparo dalla pioggia.

Il nettare prodotto all’interno dei fiori si chiama nettare nuziale o fiorale, ed è quello che serve a richiamare gli impollinatori, tra cui le api.

A volte queste ghiandole possono trovarsi anche in altre parti della pianta come foglie, steli o gemme. In questo caso si parla di nettare extranuziale o extrafiorale, e serve principalmente ad attirare le formiche che difendono la pianta dai fitofagi.

Da cosa è composto il nettare

Il nettare è composto per la maggior parte da acqua (60-65%) e zuccheri – tra cui saccarosio, glucosio, fruttosio, maltosio. In piccole quantità, il nettare contiene anche sali minerali, enzimi, fosfati acidi organici, oli essenziali, vitamine (in particolare la vitamina B) e altre sostanze secondarie, ma non per questo meno importanti.

Inoltre, come ti avevo già spiegato in un precedente articolo dedicato, il nettare contiene anche dei microorganismi molto importanti per la salute delle api.

La composizione e la quantità del nettare di una pianta nettarifera (chiamato anche flusso nettarifero) dipendono da  svariati fattori tra cui la biologia della pianta (il tipo e l’età del fiore, la sua posizione, la sua capacità di fotosintesi), la fertilità del suolo, il tipo di terreno e, ovviamente, il clima.

Infatti, anche la temperatura, l’umidità, la quantità di sole e di vento – influiscono in maniera decisiva sulla quantità e sulla qualità del nettare.

Perché le piante producono il nettare?

Ape che raccoglie nettare dai fiori

Le piante producono il nettare perché hanno bisogno di essere impollinate. E per essere impollinate devono attirare le api e gli altri impollinatori.

Mettiamoci nei panni di una pianta…

Se ho bisogno di impollinatori per riprodurmi, non basta che me ne rimango ferma sperando che ne passi uno e che si fermi. Quindi cosa faccio? Produco qualcosa che agli impollinatori piace, qualcosa di buono, una sostanza dolce come ricompensa per il servizio che fanno per me“.

L’impollinazione – ovvero il trasporto di polline dalla parte maschile a quella femminile dell’apparato riproduttivo delle piante – è indispensabile in Natura perchè permette alle piante di fare frutti, semi e, conseguentemente, di riprodursi.

Il processo di impollinazione non è nato improvvisamente, ma è frutto di una lunghissima evoluzione parallela tra piante e animali.

Senza l’impollinazione non ci sarebbe fecondazione, e le piante non si diffonderebbero più. Forse potremmo goderne ancora per qualche decennio, ma alla generazione successiva senza semi tutto si interromperebbe.

Quando si parla dell’importanza delle api, quindi, ci si riferisce soprattutto a questo loro ruolo. Inoltre, questo è anche il motivo per cui le api e gli altri insetti impollinatori si chiamano anche “insetti pronubi”, perché garantiscono questo sposalizio. Pro-nubi, infatti, significa pro-sposi.

Come fanno le api a trovare il nettare dei fiori?

Come ti ho spiegato, i fiori producono il nettare per attirare le api, che ne sono ghiotte. Ma come fanno le api a trovare il nettare dei fiori?

Torniamo per un attimo nei panni della pianta …

“Ho del nettare per te, come posso farmi notare? Come faccio a dirti di venire qui, al centro, dove non solo c’è il mio polline, ma anche la tua ricompensa? Ma certo! Posso colorarmi e profumarmi!”

E infatti, sono principalmente il colore, la forma e l’odore dei fiori a guidare le api verso il nettare.

Devi sapere però che le api vedono i fiori in maniera completamente diversa da noi! In particolare, le api distinguono quattro diverse qualità di giallo, il verde bluastro, l’azzurro e l’ultravioletto. Quest’ultimo, lo vedono come un vero e proprio colore.

Il colore rosso, invece, le api non lo vedono proprio. Questo è uno dei motivi per cui i fiori rossi in Europa sono così rari e se sono rossi o viola è perché c’è una componente blu.

Ancora più importanti dei colori dei fiori però sono i contrasti tra i colori di un fiore. Hai presente le piste di atterraggio degli aerei dove le lucine indicano al pilota dove atterrare? Ebbene, grazie ai contrasti tra colori e agli ultravioletti, i fiori fanno esattamente la stessa cosa e indicano alle api dove “atterrare” per trovare il nettare con tramite macchie scure colorate.

Come lo vede l’occhio umano un fiore di Coreopsis tinctoria
Come vede un’ape dei fiori di Coreopsis tinctoria (©Craig P. Burrows)

Anche il profumo dei fiori, ovviamente, serve ad orientare le api, anche se – a differenza dei colori – funziona da una distanza minore.

Come avviene la raccolta del nettare

L’ape bottinatrice (si chiamano bottinatrici le api addette alla raccolta del nettare) raccoglie il miele con la sua ligula – una sorta di lingua lunga e pelosa contenuta all’interno della proboscide. Una volta ingerito, il nettare va a finire in un’apposita sacca chiamata borsa melaria.

La borsa melaria è separata dal resto dell’apparato digerente dell’ape da una speciale valvola che fa sì che l’ape ingerisca solo la quantità di miele strettamente necessaria alla sua alimentazione.

L’ape continua così a raccogliere il nettare, finché la sua borsa melaria non è del tutto piena (circa 40mg). A questo punto la bottinatrice ritorna nell’alveare e, grazie ai muscoli della faringe che consentono il risucchio del nettare e la sua successiva espulsione, trasferisce il nettare passandolo alle sue sorelle bocca a bocca (questo scambio si chiama trofallassi). Ciascuna, a sua volta, trattiene una piccolissima parte per cibarsi, e successivamente passa il resto alle altre.

Dopo aver svuotato la borsa melaria dal nettare, l’ape bottinatrice che ha trovato una nuova e interessante postazione ricca di fiori, inizia all’interno dell’alveare una speciale danza circolare circondata dalle sorelle. Grazie a questa danza, l’ape riesce ad indicare alle altre esattamente dove e a che distanza si trova il posto, affinché le altre lo possano raggiungere.

La trasformazione del nettare in miele

Una volta che tutte le api si sono nutrite grazie alla trofallassi, il nettare avanzato viene consegnato alle api addette alla sua maturazione e al suo immagazzinamento.

Le operaie, quindi, depositano il nettare nelle celle esagonali intorno alla covata (e nel melario) e lo concentrano, togliendo l’acqua in eccesso affinché la quantità di zucchero nel composto sia superiore all’80%.

A questo punto il miele è pronto per essere conservato e le api coprono la cella dove è contenuto con un tappo di cera che si chiama opercolo.

Come ti avevo già spiegato nell’articolo dedicato alle tipologie di miele italiano, la composizione del nettare condiziona la composizione del miele. Se il nettare proviene più o meno dalla stessa tipologia di fiori, si tratterà di miele unifloreale e avrà specifiche caratteristiche (odore, sapore e colore) tipiche di quel miele.

Lo sapevi che? Alcune curiosità sul nettare

  • Per raccogliere un litro di nettare le api devono compiere 25.000 viaggi!
  • Il raggio d’azione delle api bottinatrici è di 3km circa ma in caso di necessità la distanza aumenta.
  • Più un fiore viene visitato dagli impollinatori, più nettare produce.
  • Una volta che le api hanno raccolto il nettare, il fiore viene marcato con una sostanza repellente. Le api vedono questa sostanza e per un po’ non vanno più su quel fiore, che così ha il tempo per produrre di nuovo il nettare.
  • Alcune piante nettarifere producono nettare tutto il giorno, mentre altre solo alla mattina o solo alla sera.
  • Una volta avvenuta la fecondazione, cessa la secrezione di nettare e i fiori non vengono più visitati.

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Ringrazio Craig P. Burrows, il fotografo californiano che – grazie ad un tipo di fotografia chiamata a Fluorescenza Visibile Indotta da radiazione ultravioletta (UVIVF) – riesce a riprodurre i colori dei fiori (più o meno) come li vedrebbero le api. Per maggiori informazioni ti rimando al suo sito: https://www.cpburrows.com/  @ All Right Reserved 

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