La vita dei fuchi (i maschi delle api): tutto quello che c’è da sapere

Ti avevo già parlato un pochino dei fuchi nel mio articolo dedicato alla vita dell’ape regina. Oggi volevo approfondire l’argomento, raccontandoti come nascono, cosa fanno e … come finiscono i fuchi. Buona lettura!

Che cos’è un fuco e come si riconosce

Il fuco è un’ape di sesso maschile.

Si riconosce facilmente in mezzo alle api operaie perché è più grande (è lungo 15 mm, mentre le operaie solo 12-13 mm), ha un addome squadrato, ed è più robusto. Gli occhi del fuco sono enormi e quasi si toccano sulla fronte, mentre le ali superano la lunghezza del corpo (vedi foto in alto).

Un fuco non è in grado di difendere l’alveare perché è sprovvisto di pungiglione. Non è nemmeno in grado di bottinare (raccogliere nettare e polline) perché ha una lingua (ligula) più corta e quindi non riesce a succhiare (suggere) il nettare. Allo stesso modo, le sue zampette non sono dotate delle sacche per la raccolta del polline.

E allora che cosa fa un fuco?!

Il compito principale del fuco, come avrai già immaginato, è quello di fecondare le giovani regine vergini, anche se studi recenti dimostrano che contribuisce a produrre il calore necessario allo sviluppo della covata e che partecipa alla trofallassi, lo scambio di cibo all’interno dell’arnia tra un insetto e l’altro.

Data la sua funzione principale, il fuco viene allevato dalle api durante lo stesso periodo in cui si allevano anche le nuove regine.

La nascita del fuco e i suoi primi giorni di vita

Alla fine dell’inverno, osservando i nidi all’interno di un alveare, è possibile vedere delle celle esagonali uguali a quelle dove nascono le api operaie e dove depositano il miele, ma più grandi e un po’ sopraelevate.

Si tratta delle celle destinate ad allevare il fuco, un’ape maschio che nasce da un uovo non fecondato deposto dalla regina “in carica”.

I fuchi possono nascere anche da uova deposte da regine fucaiole (non fecondate) o da api operaie figliatrici, se la famiglia è senza regina. In questo caso i fuchi saranno più piccoli, ma possono lo stesso essere fertili.

La crescita del fuco è molto lenta. Infatti, come ti avevo già spiegato, lo sviluppo di una regina da uovo ad ape avviene in soli 16-17 gg, mentre le operaie impiegano 21 giorni. Per uscire dalla sua cella (sfarfallare), invece, il fuco impiega ben 24 giorni! Di questi, 3 giorni come uovo, 6 come larva, e 15 come ninfa.

Particolarmente importante è la fase in cui il fuco è ancora sotto forma di larva. In questo periodo, le operaie lo nutrono centinaia di volte al giorno. Prima solo con pappa reale, successivamente con un misto di polline, miele e pappa reale. La sua alimentazione, in questo stadio, è fondamentale perché da essa dipende la sua futura efficienza, ovvero la sua fertilità. Il cibo che mangerà una volta uscito dalla cella, infatti, non influisce più sulle sue “performance”.

Non appena nato (sfarfallato), nei suoi primi tre giorni di vita il fuco ha bisogno ancora di essere nutrito dalle api operaie con un alimento simile a quello larvale. Dal quarto giorno in poi, invece, sarà in grado di alimentarsi da solo, attingendo alle scorte di miele della famiglia (anche se pare preferisca continuare a farsi nutrire!!!).

In questa prima fase di vita, il fuco rimane sempre all’interno dell’alveare, senza mai uscire. Passa quasi tutto il tempo oziando nelle zone più calde, dedicandosi alla cura del suo corpo, e girovagando tra i favi per elemosinare il cibo dalle sorelle.

Dal nono giorno, invece, il giovane fuco comincia ad uscire per fare i suoi primi voli di orientamento. Voli che durano pochi minuti, ma che gli servono per allenarsi in attesa di raggiungere la sua maturità sessuale.

Fin qui, ti sarai detto … bella la vita da fuco!!! Non deve difendere l’alveare sacrificandosi come fanno le operaie, non deve partecipare alla raccolta del cibo e anzi, si fa pure servire! E in più, passa tutto il tempo a gironzolare senza fare nulla.

Aspetta perché, come si dice, non è tutto oro quel che luccica…

La maturità sessuale del fuco e i luoghi di raduno

Dal quindicesimo giorno circa dopo la nascita, il nostro giovane e aitante fuco è pronto.  Pronto ad accoppiarsi, ovviamente.

Una volta effettuati i voli di orientamento, nelle ore più calde del giorno e se non c’è troppo vento, il fuco comincia ad uscire dall’alveare alla ricerca di giovani regine vergini. Questa, d’ora in poi, sarà la sua attività principale, nonché il suo obiettivo finale.

Il nostro fuco, infatti, trascorrerà le sue giornate frequentando gli alveari vicini (quelli con un allevamento di regine in corso) e, soprattutto, i punti di raduno, piazzole dove i maschi e le future regine si accoppiano.

Questi punti di raduno sono luoghi in cui i fuchi e le regine vergine che vivono nel raggio di 6 km (circa), provenienti da diversi apiari, si incontrano per accoppiarsi. E pensa …sono gli stessi ogni anno!

Solitamente si trovano in posti soleggiati e riparati dal vento, e sono collegati agli alveari intorno da quelli che vengono chiamati “i corridoi di volo”.  Nessuno ancora è riuscito a capire quali siano le caratteristiche che permettono a questi insetti di definire e poi trovare questi luoghi, probabilmente si tratta di particolarità percepibili solo dalle api.

Fatto sta che ogni giorno, da mezzogiorno in poi, i fuchi iniziano ad arrivare nel punto di raduno, sempre più numerosi. Un’ora dopo iniziano ad arrivare anche le prime regine vergini, che vengono subito circondate da gruppetti di maschi (tra i 10 e i 100), assieme ai quali si accoppiano in volo tra i 5 e i 15 metri di altezza.

Conta che per rendere feconda una regina occorrono mediamente dieci fuchi e che solo il 50% dei maschi è in grado di accoppiarsi.

E gli altri fuchi che non sono fertili?

La natura ha pensato a tutto e, ancora una volta, le api ci insegnano quanto sia importante il bene della famiglia e della collettività!

Dato che le piazzole di raduno attraggono anche numerosi uccelli insettivori a caccia di fuchi e regine, le api hanno escogitato un incredibile trucco per evitare che troppe regine (fondamentali per la continuità della specie) muoiano. Per citare Michele Campero nel suo meraviglioso libro*, un “sacrificio del superfluo per salvare l’indispensabile”.

In cosa consiste? I fuchi non fertili fanno da esca, distogliendo i predatori dalle giovani regine. In pratica, i fuchi sterili formano una nube sopra le regine e i fuchi che si stanno accoppiando più in basso, e fanno loro da scudo. Che dire? Un incredibile atto di generosità!

Che fine fanno i fuchi?

Durante l’accoppiamento il fuco deposita il seme nella spermateca della regina, così  che la regina possa accumulare più seme possibile, al fine di poter deporre uova fecondate per svariati anni. Purtroppo però, dopo l’accoppiamento con la regina, il fuco muore. Questo perchè i suoi organi genitali si strappano, a causa della pressione a cui sono sottoposti.

I fuchi che non si sono accoppiati, invece, ogni pomeriggio tornano all’alveare di origine in attesa di riprovarci il giorno dopo e in quelli a venire. La speranza è l’ultima a morire! A questo punto tu ti chiederai… e i fuchi che non riescono ad accoppiarsi mai, dove vanno a finire?

Diciamo che, in linea di massima, un fuco che non si accoppia vive circa 50 giorni – in teoria. Dico in teoria perché dopo il periodo delle sciamature, e quindi quando non è più necessario per la fecondazione delle regine (aprile-maggio, anche giugno), le api cessano di allevare fuchi. Ma non solo!

Alla fine dell’estate, i fuchi “avanzati”, ovvero quelli che non si sono accoppiati, vengono cacciati via dalle operaie (o uccisi – costretti a rimanere appartati e senza cibo) dato che non servono più e che non contribuiscono alla raccolta del cibo. Anzi! Sono un peso che consuma scorte di cibo importanti. Una crudeltà? Forse, o forse no.

Pare che al fuco stia bene così e che non si lamenti. Del resto, come ti ho più volte spiegato, l’importante per la società delle api è la sopravvivenza e l’equilibrio della famiglia, costi quel che costi.

Lo sapevi che? Altre curiosità sui fuchi

  • Dal punto di vista anatomico, il fuco differisce dall’ape operaia perché ha il cervello più piccolo, non ha le ghiandole mandibolari e nemmeno quelle per produrre cera e per la presenza dell’apparato genitale maschile.
  • In una famiglia di api, la regina inizia a deporre uova da maschio in numero considerevole solo a partire dal suo secondo anno di vita.
  • Una famiglia di api in un anno alleva dai 2.000 ai 6.000 fuchi circa.
  • Nei loro giri alla ricerca di api regine vergini, i fuchi rimangono fuori dall’alveare per un periodo di tempo che va dai 3 minuti alle 5 ore, e possono allontanarsi da casa per una distanza fino ai 16 km!
  • In inglese fuco si traduce con la parola “drone”. A me ha fatto sorridere!

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*Michele Campero – I mille segreti dell’alveare, 2016 Ed. FAI Apicoltura SRL
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