Congresso AAPI 2020: a Grosseto dal 29 gennaio al 2 febbraio

“I fiori non sono più quelli di una volta: effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione di nettare”

È questo il titolo di uno degli interventi previsti in occasione del 36° Congresso AAPI – Associazione Apicoltori Professionisti Italiani che si terrà a Grosseto dal 29 gennaio al 2 febbraio 2020.

Cinque giorni dedicati al futuro dell’apicoltura e degli apicoltori professionisti organizzati da AAPI (Associazione Apicoltori Professionisti Italiani), UNAAPI (Unione Associazioni Apicoltori Italiani) e ARPAT (Associazione Regionale Produttori Apistici Toscani).

Una filiera, quella dell’apicoltura, che ad oggi conta 60.000 apicoltori e un milione e mezzo di alveari per una produzione del valore di 150 milioni di euro.

Gli argomenti in programma

La prima giornata sarà dedicata all’allevamento apistico e alla selezione, e prevede il contributo di due ospiti d’eccezione stranieri: il canadese Anicet Desrochers e il francesee Bernard Sauvager.

Nella seconda giornata si parlerà, come anticipato, di cambiamenti climatici. Un argomento importante, dal momento che il clima è uno degli elementi che maggiormente condiziona il delicato equilibrio e la sopravvivenza delle api e, di conseguenza, anche degli apicoltori.

Ampio spazio verrà dedicato anche alle normative e, ovviamente, al miele e alla sua valorizzazione. È prevista infatti anche la partecipazione di AMIAmbasciatori dei mieli con un intervento dal titolo “come conquistare al consumo dei mieli in sei mosse”, con inclusa una degustazione guidata.

Si parlerà poi di polline e nettare, di biomonitoraggio ambientale e, soprattutto, di politiche agricole.

Gli apicoltori, infatti, chiedono un’agricoltura più sostenibile e rispettosa della salute delle api, alla luce anche della loro importante funzione nel mantenimento della biodiversità.

Il congresso sarà un momento per gli apicoltori di confrontarsi con il mondo delle istituzioni, dell’università e della ricerca e di avanzare richieste alle istituzioni presenti (dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ai rappresentanti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato).

Sarà anche un’occasione per ribadire la necessità di strumenti che consentano di gestire il rischio produttivo e affrontare la crisi del settore. Una crisi che ha visto la produzione di miele crollare del 50% nel 2019, con punte del 70% in alcune regioni.

Si parlerà inoltre anche degli interessi del settore in sede Ue, a partire dalla richiesta di una nuova PAC (Politica AgricolaComunitaria) più sostenibile e più attenta alla sopravvivenza delle api.

L’ultima giornata, infine, sarà dedicata alle patologie che colpiscono sempre più frequentemente le api e ai relativi trattamenti.

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