L’Ape Regina: come nasce, cosa fa, e perché è così importante

Cuore dell’alveare, l’ape regina si distingue dalle altre api per l’addome più lungo e per il torace più grande (vedi foto in alto). In quanto unica femmina feconda della famiglia, l’ape regina conduce quasi tutta la sua vita all’interno dell’alveare a deporre uova, ed è la mamma di tutte le altre api: sia dei fuchi che delle operaie. Oggi ti racconto come nasce un’ape regina, come diventa tale e qual’è il suo ruolo all’interno di una famiglia di api.

Come e quando nasce un’ape regina 

L’ape regina nasce da un uovo fecondato deposto da una regina adulta in una cella che si chiama cella reale. A differenza delle classiche celle esagonali, da dove sfarfallano le altre api, la cella reale è più grande, è a forma di cupolino, e il foro da dove uscirà la regina è rivolto verso il basso. Solitamente le celle reali vengono costruite sul fondo dei favi.

Lo sfarfallamento è la nascita dell’ape quando esce dalla sua cella una volta completato lo sviluppo da uovo a pupa.

Celle Reali
Ecco come appaiono le celle reali (in questo caso sono molteplici perché allevate da un apicoltore) – foto di Maurizio Guerrieri

Le operaie nutrono le future regine di più delle altre larve. Questo fa sì che crescano con un buon apparato riproduttore, e anche più in fretta! Infatti, lo sviluppo di una regina da uovo ad ape avviene in soli 16-17 gg, a differenza delle operaie che impiegano 21 giorni per sfarfallare e dei fuchi, ben 24.

Le ragioni che spingono le api ad allevare una nuova regina possono essere diverse. In primavera, solitamente, lo fanno perché hanno intenzione di sciamare. Durante la sciamatura, infatti, la vecchia regina abbandona l’alveare con circa metà delle api per cercare una nuova casa. Quelle che restano potranno in questo modo contare su una nuova regina.

La sciamatura è il sistema che usano le api per riprodursi perché permette loro di creare due – o più – famiglie a partire da una.

Altro motivo per cui le api possono decidere di allevare una nuova regina è la necessità di sostituire quella esistente quando è troppo vecchia, se è poco fertile o se è poco performante. Insomma, se è una regina che non soddisfa le esigenze di sopravvivenza della famiglia.

La regina vergine: i primi giorni di vita

Appena nata, l’ape regina si chiama regina vergine perché – di fatto – è vergine. La sua nascita rappresenta un momento di grande gioia, fermento ed emozioni per l’intero alveare. Le operaie la ricoprono di attenzioni, la proteggono e sono apprensive nei suoi confronti, soprattutto quando deve uscire.

Le api nutrici circondano l’ape regina e la leccano, assumendo i feromoni – foto di Stefano Andreazza

Sì, perché l’ape regina, che passa praticamente tutta la sua esistenza chiusa all’interno dell’alveare, esce solamente da vergine per compiere il volo nuziale, o in occasione di una sciamatura.

Ma andiamo per ordine …

Nei suoi primi di giorni di vita, la giovane regina matura sessualmente ed effettua quelli che vengono chiamati “voli di orientamento”. Si tratta di uscite di prova della durata di pochi minuti. Se per caso la futura regina non se la sente di fare questi voli di prova, le operaie la costringono, spingendola fuori con la testa.

Nel frattempo, la nostra regina entra in calore e comincia ad emettere un particolare feromone, una sorta di odore che attira i fuchi, i maschi delle api.

Il volo nuziale dell’ape regina 

Effettuati i voli di prova, la regina è pronta per quello che viene chiamato “volo nuziale”. Il volo nuziale è il momento in cui la regina si accoppia con i fuchi, e succede solo una volta nella vita della regina.

L’accoppiamento, che avviene in volo, si svolge in posti particolari dove i maschi delle api si radunano numerosi in attesa delle giovani regine. Questi posti si chiamano “punti di raduno” e sono sempre gli stessi, ogni anno!

Durante il volo nuziale, la regina è seguita da un piccolo sciame di operaie della sua famiglia –  una scorta che nasce dal timore che possa succedere alla nuova regina qualcosa di brutto…

Arrivata al punto di raduno, la giovane regina si accoppia più volte, con più fuchi. Ogni fuco dopo l’accoppiamento muore, perché i suoi organi genitali si strappano a causa della pressione a cui sono sottoposti.

Gli apicoltori marchiano con un colore le regine in base all’anno di nascita. I colori usati sono bianco, rosso, giallo, verde, blu (il 2020 è l’anno delle regine blu) – foto di Donato Zungrone

Dato che il volo nuziale accade una volta, quando la regina è giovane, essa deve accumulare più seme possibile nella sua spermateca (una sorta di banca del seme), per riempirla tutta. Questo le consentirà di deporre uova fecondate per molti anni. Se il primo volo nuziale  quindi non basta per incamerare abbastanza spermatozoi, nello stesso periodo la giovane regina effettuerà dei voli aggiuntivi, finché la spermateca non sarà piena. Più seme avrà, infatti, più a lungo potrà servire la sua famiglia, che a sua volta la lascerà vivere più a lungo.

Fino a quando la regina vergine è in calore, le operaie lo percepiscono e non le offrono pappa reale, solo miele. In questo modo gli ovuli della regina non si inturgidiscono, e quindi non la inducono a deporre uova. Una volta fecondata, invece, si nutrirà solo di pappa reale, una sostanza zuccherina molto proteica.

Le api operaie vivono in media 40 giorni quelle estive, fino a 6 mesi quelle invernali. La regina invece può vivere per 4-5 anni.

Il periodo di calore di una regina vergine può durare fino a 25-30 giorni, poi scompare naturalmente. Se durante questo lasso di tempo, per qualche motivo, la regina non è riuscita ad accoppiarsi e ad accumulare seme, le operaie cominceranno comunque a darle pappa reale.

La regina in questione come conseguenza comincerà a deporre ma, non essendo fecondate, dalle sue uova nasceranno solo fuchi (in questo caso si chiama regina fucaiola) e una famiglia di soli maschi, come ben puoi immaginare, è una famiglia destinata all’estinzione, a meno che l’apicoltore non intervenga sostituendo la regina.

Vita da regina: come vive la regina adulta e perché è indispensabile

Qualche giorno dopo essere stata fecondata, la regina comincia a fare quello che sarà il suo lavoro per il resto dei suoi giorni: deporre uova.

Una regina può deporre anche 2.000 – 3.000 uova al giorno, con un totale di 2 milioni di uova all’incirca nel corso della sua vita. Può deporre uova di due tipi a seconda della dimensione della cella: ovuli fecondati e ovuli sprovvisti di spermatozoi, quindi non fecondati. Dalle prime uova nasceranno le api operaie, dalle altre i fuchi.

Ape regina mentre depone le uova
Ecco un’ape regina mentre depone uova (le uova sono i puntini bianchi all’interno delle celle esagonali). Che meraviglia! – come direbbe Nicole Napoleone di cui è questa foto

Dopo tre – quattro anni di deposizione, la regina esaurisce le provviste di spermatozoi e diventa fucaiola (come ti ho spiegato sopra può deporre solo uova maschili non fecondate).

Solitamente, prima che questo succeda e ai fini della sopravvivenza dell’intera famiglia, le api operaie cominciano ad allevare una o più nuove regine per sostituire quella vecchia.

Oltre a deporre uova, l’ape regina ha anche un altro compito fondamentale all’interno della colonia di api: quello di produrre i feromoni.

l feromoni sono delle sostanze chimiche, degli odori particolari, che servono per regolare tutte le attività e le funzioni all’interno dell’alveare.

Le api operaie, e in particolare le api nutrici, non lasciano mai la regina da sola. La circondano e la leccano, assumendo così questi feromoni, che poi diffondono tra le altre api della famiglia tramite lo scambio di cibo di bocca in bocca (attività che si chiama trofallassi).

In una famiglia di api, l’ape regina quindi è indispensabile! Se muore lei, oltre a non nascere nuove api e quindi al lento esaurirsi della famiglia, viene a mancare il feromone, base del delicato equilibrio dell’alveare.

Se succede che una regina venga a mancare, all’interno dell’alveare si crea quello che in gergo viene chiamato senso di orfanità. Motivo per cui, le famiglie senza regina sono chiamate “famiglie orfane”.

Le operaie della famiglia orfana, si accorgono subito che la regina non c’è più e, se hanno uova disponibili, allevano subito una sostituta.

Lo sapevi che? Altre curiosità sull’ape regina

  • Il corpo della regina è lungo il doppio rispetto a quello delle api operaie perché deve contenere gli organi riproduttivi.
  • Quando nascono contemporaneamente più regine, queste combattono tra di loro. Quella che rimarrà viva farà il volo nuziale e diventerà la nuova regina della famiglia. Se invece una regina nasce prima delle altre, uccide con il suo pungiglione tutte le altre ancora chiuse nelle loro celle reali.
  • Anche se l’ape regina ha il pungiglione, non lo usa per difendere l’alveare. Questo ultimo è compito assegnato alle api operaie, e in particolare a quelle addette alla difesa. Il pungiglione alla regina serve solo per combattere eventuali regine rivali.
  • Il pungiglione della regina è totalmente liscio, a differenza di quello delle api operaie che è uncinato. Il pungiglione uncinato è motivo per cui, quando pungono la pelle che è elastica, le operaie muoiono, non riuscendo più ad estrarlo.

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Ringrazio gli amici del gruppo “Apissima” di Facebook che mi hanno mandato le immagini che trovi in questo articolo, ognuna accompagnata dal nome dell’autore. Ringrazio inoltre Calcedonio Miceli, autore della foto principale  (quella utilizzata in alto). 

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