Il miele millefiori: come nasce, caratteristiche, proprietà

Devi sapere che quando viaggio, tra le diverse specialità del posto mi piace sempre assaggiare anche il miele millefiori locale perché è proprio in questo tipo di miele che si possono ritrovare tutti gli odori, i sapori e i colori unici e irrepetibili di un determinato territorio. 

Oggi pertanto voglio raccontarti tutto quello che c’è da sapere sul miele millefiori. Ti spiegherò perché si chiama così, e anche come viene prodotto. Vedremo poi quali proprietà ha, e quali sono i millefiori migliori in Italia. Buona lettura!

Che cosa si intende per miele millefiori?

Per produrre il miele, le api raccolgono il nettare, una secrezione zuccherina delle piante che solitamente si trova alla base dei fiori.

Se il miele raccolto proviene dal nettare dallo stesso tipo di fiore, allora sarà un miele unifloreale (o monofloreale). Sono mieli monofloreali, ad esempio, il miele di agrumi, il miele di acacia, il miele di melata, e così via (se vuoi una lista più completa ti consiglio l’articolo: Il miele italiano: tipologie, differenze, origini e proprietà).

Se invece le api hanno prodotto un miele raccogliendo il nettare proveniente da diversi tipi di fiori, ovvero mescolando nettari (e quindi odori e sapori) di diverse piante, allora si parlerà di miele millefiori. Questo non significa che ce ne devono essere davvero mille, bastano anche due tipi di fiori diversi!

I fiori il cui nettare può contenere un millefiori sono tantissimi, impossibile elencarli tutti, e le combinazioni sono praticamente infinite. I millefiori, quindi, sono una unione naturale di fiori e piante presenti sul territorio e per questo, come ti dicevo, ogni vasetto è unico e irripetibile e contiene odori, sapori e colori unici e caratteristici del luogo di produzione.

Il periodo di raccolta dei millefiori, invece, dipende dalla zona in cui si trovano le api, dalle piante che vi crescono, e dalle condizioni climatiche.

Ogni vasetto di miele millefiori è unico e contiene odori, sapori e colori caratteristici di un territorio.

Come si fa il miele millefiori?

Ovviamente, è l’apicoltore che decide se produrre miele unifloreale o millefiori. Di solito, se nella zona ci sono fioriture importanti che bastano per fare un miele unifloreale, l’apicoltore inizia a fare quello. Quando poi questa condizione non c’è più, allora il miele diventa millefiori.

Una volta un amico mi ha chiesto: “Sì ma come fai a sapere quale miele hanno raccolto le api?”

Semplice! Quando comincia, ad esempio, a fiorire l’albero della Robinia Pseudoacacia, da cui deriva il miele di acacia e di cui le api sono ghiotte, posiziono sopra le arnie i melari – delle casse in legno contenenti favi pronti dove le api metteranno il miele in eccesso. Appena la robinia non è più in fiore li tolgo e voilà, quello è sicuramente un miele di acacia.

Che cosa contiene il miele millefiori?

Come tutti gli altri mieli, i millefiori sono composti per il 75-80% di carboidrati (ovvero zuccheri). Ecco in dettaglio le percentuali di carboidrati:

Fruttosio38%
Glucosio31%
Acqua17%
Disaccaridi8%
Sostanze diverse4%
Altri zuccheri2%

Altre sostanze contenute sono acidi, minerali, proteine e aminoacidi, enzimi e vitamine (in particolare la vitamina B).

A cosa fa bene il miele millefiori?

Come tutti gli altri tipi di miele, dato che è costituito perlopiù da zuccheri, il millefiori è un alimento molto energetico.

Dal punto di vista delle proprietà terapeutiche, fa bene all’apparato respiratorio (e alla tosse), nonché a quello circolatorio e digestivo. Pare faccia bene anche al fegato.

Il fruttosio del miele è disintossicante, calmante delle irritazioni, emolliente e leggermente lassativo.

In realtà, per quanto riguarda le proprietà terapeutiche gli studi effettuati sono pochi, perché il miele cambia a seconda dell’anno, della zona, delle fioriture, e così via. Due millefiori non saranno mai identici.

Come conservare un miele millefiori?

Evita di esporre il miele a fonti di calore o a sorgenti luminose. I mieli millefiori, infatti, come del resto tutti gli altri tipi di miele, vanno conservati in un luogo buio, fresco e asciutto, meglio se sotto i 25° gradi.

Un ottimo posto dove conservare il miele, ad esempio, è lo scompartimento che di solito c’è sotto il frigorifero (non dentro il frigo, sotto). Io il miele lo tengo lì perché prende un po’ di fresco dal frigorifero sopra, e rimane al buio.

Inoltre, ricorda sempre di chiudere bene il vasetto perché il miele assorbe l’umidità dall’esterno.

Il miele non scade e non va a male (una volta ho assaggiato un miele che aveva 20 anni!), ma dato che con il tempo perde proprietà e valori nutrizionali, andrebbe consumato preferibilmente entro 24 mesi.

Dove comprare il miele millefiori

Il posto migliore dove comprare un miele, millefiori o unifloreale che sia, è presso un apicoltore di tua fiducia. Solo così avrai la certezza di avere in dispensa un prodotto autentico, vergine (non pastorizzato) e di qualità.

A livello industriale, infatti, le frodi sono sempre in agguato e ad oggi non esiste un metodo efficace al 100% per smascherarle. Le contraffazioni del miele, che anziché essere prelevato dalle api viene prodotto con sciroppo di zucchero, sono diventate sempre più ingegnose e riescono spesso ad aggirare anche le più sofisticate analisi di controllo. Nel dubbio …

Altro motivo poi per cui è sempre meglio rivolgersi ad un apicoltore di fiducia è che la stragrande maggioranza dei mieli industriali subisce un processo di pastorizzazione. In pratica, il miele viene riscaldato a temperature elevate (72°C per 6 minuti circa) al fine di impedire una futura cristallizzazione. Pastorizzazione, che in questo caso non viene fatta per esigenze igienico-sanitarie o di conservazione, ma per finalità meramente commerciali e di profitto, ovvero per mantenere il miele allo stato liquido più a lungo. Il problema è che la pastorizzazione influisce negativamente sulle proprietà nutritive e organolettiche del miele.

La cristallizzazione è un processo naturale, indice di genuinità del miele! Il mio consiglio, quindi, è quello di comprare miele vergine o grezzo, come lo chiamano alcuni. In caso di necessità potrai sempre riportarlo allo stato liquido, scaldandolo a bagnomaria a temperatura inferiore ai 40°C.

Il miglior miele millefiori italiano 2020

Si chiama “Tre Gocce d’Oro” il concorso organizzato dall’Osservatorio Nazionale del Miele che ogni anno, da quarant’anni, valuta e premia i migliori mieli italiani

Con 1.222 i mieli in gara, valutati da ben 66 esperti in analisi sensoriale del miele (o “sommelier del miele”) iscritti all’omonimo Albo, l’edizione 2020 si è conclusa con una serata di premiazione a Castel San Pietro Terme (BO) il 20 settembre. Il vincitore delle tre ambite gocce per il miele millefiori è:

APICOLTURA DI MICELI

Via Rocco Chinnici, 10 – Termini Imerese (Palermo), www.mielidisicilia.it

Il millefiori vincitore delle Tre Gocce d’Oro 2020 è prodotto in Sicilia. I nettari prevalenti sono quelli di sulla, rovo, betonica e cardo selvatico.  Nettari che gli conferiscono un colore giallo dorato e un aroma tra il floreale e il fruttato.

I migliori millefiori 2020 in vendita nella grande distribuzione

Se hai finito il miele e proprio non riesci a recarti da un apicoltore della tua zona, non scegliere a caso. In base ai risultati di un test internazionale fatto a Bruxelles e pubblicato sul numero di aprile 2021 della rivista “Inchieste” di Altroconsumo, su ventidue millefiori in commercio analizzati, presenti sugli scaffali dei supermercati italiani, solo 6 sono stati promossi a pieni voti.

Inoltre, come riporta Altroconsumo, “è sì italiano il migliore del test, ma anche i due peggiori, e tanti altri con piazzamenti poco lusinghieri

Vediamo dunque quali sono i 3 migliori millefiori italiani che possiamo trovare sugli scaffali del supermercato:

VIS Miele di millefiori di Valtellina

Il VIS millefiori di Valtellina, superando a pieni voti sia il test di laboratorio, sia le prove di assaggio, è al primo posto con ben 84 punti.

In vendita solo da Carrefour, costa un po’ di più degli altri in classifica (€5,99 – €7,49 per 500 gr ovvero €13,48 al kg) ma evidentemente ne vale la pena.

Il VIS millefiori di Valtellina ha ottenuto una media di 5 stelle su 5 sia nelle prove di laboratorio, sia in fase di analisi sensoriale (aspetto, gusto, odore e consistenza tutti 5 stelle).

Biologico: NO
Provenienza: Italia (Valtellina)

ESSELUNGA Top, Miele selezione di pregiati mieli italiani

Biologico: NO
Provenienza: Italia

Il millefiori Esselunga Top si è aggiudicato il secondo posto. Di origine 100% italiana, la confezione da 400gr costa €4,99 (12,48 al kg).

Nelle prove di laboratorio ha ottenuto una media di 5 stelle su 5, e 5 stelle anche nell’analisi sensoriale (gusto, odore e consistenza tutti 5 stelle, 4 stelle per l’aspetto).

Biologico: NO
Provenienza: Ungheria/Italia

Il Carrefour Miele Millefiori è al terzo posto del test internazionale, ma vince l’etichetta come miglior acquisto di Altroconsumo per il rapporto qualità/prezzo.

Un vasetto da 500gr costa 3,29 € (€6,58 al kg).

Nell’analisi sensoriale il Carrefour Millefiori ha ottenuto una media di 5 stelle (aspetto, gusto, odore e consistenza tutti 5 stelle). Nelle prove di laboratorio invece 4 stelle su 5, punteggio abbassato dalle 3 stelle per i livelli di HMF. L’HMF (Idrossimetilfurfurale) è un indice di freschezza del miele. Alti livelli di HMF significano che il miele è vecchio, che è stato conservato ad alte temperature o scaldato per renderlo liquido dopo la cristallizzazione.

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