Recuperare biodiversità per salvare il futuro e le api

Oggi voglio parlarti dell’importanza della biodiversità e degli effetti nefasti dell’agricoltura intensiva sulle api e sugli altri insetti impollinatori.

L’agricoltura intensiva, infatti, così come praticata oggi è responsabile di quello che gran parte della scienza considera come un “Armageddon” degli insetti e di tanti microrganismi indispensabili in natura.

Dalla biodiversità alla monocoltura

La scomparsa di habitat ad alta biodiversità rappresenta un serio problema per le api e per gli altri impollinatori, ed è una delle principali cause per cui le api stanno scomparendo.

Ci sono ormai ovunque intere zone, come ad esempio la pianura, dove tutti i terreni agricoli sono destinati alla monocoltura (coltivazione di un’unica specie vegetale) e questo non aiuta di certo le api.

Distese infinite di paesaggio creato artificialmente dall’uomo, dove la biodiversità è morta e dove gli equilibri dinamici, che da milioni di anni regolano i nostri ecosistemi, si sono spezzati per sempre.

Un paesaggio artificiale, creato dall’uomo e totalmente privo di biodiversità

Perché la monocoltura fa male alle api?

Devi sapere che le api mediamente hanno un raggio di volo di circa tre chilometri. Se in questo raggio di volo di tre chilometri ci sono solo campi di girasole, le api raccoglieranno e si alimenteranno solo di nettare di girasole.

E quindi?

Immagina di mangiare mele. Mele tutti i giorni: per colazione, per pranzo, per merenda e per cena. La mela sarà anche buona e sana, ma se mangiamo solo ed esclusivamente quella, il nostro organismo dopo un po’ ne risentirà (e anche il nostro umore).

Le mele non contengono tutti i nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno per restare in salute, e per questo motivo è importante che la nostra dieta sia variegata ed equilibrata.

Se vengono a mancare dei nutrienti essenziali, le nostre difese immunitarie si abbassano e ci ammaliamo, perchè diventiamo più vulnerabili a virus e malattie autoimmunitarie.

Ecco. Lo stesso accade alle api. Con la monocoltura, le api si ritrovano costrette mangiare sempre la stessa cosa. Giorno dopo giorno. E come per il nostro cibo, anche il nettare dei fiori di cui si nutrono le api e che raccolgono per fare il miele è diverso per ogni specie di pianta.

I danni alle api causati dai pesticidi 

Quello della monocoltura è un sistema molto fragile perché la sua uniformità non è in grado di contrastare le malattie e gli imprevisti che accadono in natura. Pertanto, le coltivazioni in monocultura richiedono un uso spropositato di sostanze chimiche, ovvero di pesticidi.

E l’uso intensivo di pesticidi, a sua volta, sta causando la scomparsa di intere specie viventi, con un ulteriore  aggravamento del funzionamento degli equilibri dell’ecosistema. Insomma, siamo di fronte ad un gatto che si morde la coda.

Oltre a provocare la moria delle api e di altri insetti utili all’ambiente, i pesticidi li ritroviamo nel nostro cibo

Per non parlare di tutte le volte che arriva un elemento estraneo e dannoso, come ad esempio la cimice asiatica, o la vespa velutina (calabrone asiatico). Come può la natura trovare un antagonista che contrasti queste intrusioni se nella zona interessata non vi è sufficiente biodiversità?

Perché occorre coltivare biodiversità

Ad oggi, le misure per l’ambiente previste dalla Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea, adottata nel 2011, non hanno fermato il declino della biodiversità in Europa. Lo ha denunciato la stessa Corte dei Conti europea in un suo rapporto.

E con la riforma della PAC, approvata ad ottobre 2020 dall’Eurocamera, le cose si metteranno ancora peggio se sarà approvata definitivamente. La nuova PAC, infatti, ha scelto di finanziare inquinamento e distruzione di biodiversità, dando la priorità a profitto e avidità.

Una scelta che avrà un impatto devastante sulla natura, perchè viene eliminato qualsiasi vincolo di tutela ambientale.

Una scelta che sostiene l’agricoltura intensiva, a scapito dei piccoli produttori locali, il cui sapere da sempre rappresenta l’anima dei nostri territori. 

Una scelta che premia l’alimentazione industriale, mentre il cibo dovrebbe essere storia, cultura e tradizione. Anzi, di tante storie… fatte di forme, colori, profumi e sapori.

Per aiutare le api occorre ripristinare habitat ad alta biodiversità, riprogettando le nostre campagne con l’inserimento di elementi ecologici come stagni, siepi, bordure e piccole zone umide. Una progettazione che, peraltro, renderebbe i nostri paesaggi anche molto più belli, aiutando anche quella che è la difesa integrata da parassiti nocivi.

Occorre fare una svolta nella produzione alimentare. Verso una cultura all’insegna della sostenibilità, che supporti e incoraggi gli agricoltori a praticare l’agroecologia. Perchè, anche se a volte se ne dimenticano, anche gli agricoltori hanno bisogno delle api per impollinare i loro campi.

Contemporaneamente, è necessario ridurre l’utilizzo dei pesticidi. Andrebbero impiegati solo in caso di necessità estrema.

Come puoi contribuire a salvare le api

Come ti avevo già spiegato nell’articolo su come aiutare le api, anche tu, nel tuo piccolo, puoi fare la tua parte.

Di cosa hanno bisogno le api e gli altri impollinatori? Di biodiversità tutto l’anno, di un rifugio, di acqua.

Quindi se hai un giardino (o anche un balcone) puoi provare a creare un po’ di biodiversità, magari considerando anche il calendario. Cosa significa? Significa assicurarsi che le api abbiano cibo anche fuori stagione.

Ad esempio, l’edera fiorisce in autunno ed è importante per le api e per gli altri impollinatori perchè in quel periodo i fiori iniziano a scarseggiare. Stessa cosa vale per il Nespolo del Giappone, e anche per il nocciolo!

Puoi anche costruire un rifugio per gli insetti, che hanno sempre meno spazi a disposizione. In questo mio articolo potrai trovare delle semplici idee su come farne uno a costo zero, magari anche divertendoti anche con i tuoi bambini: Bee Hotel: cos’è, a cosa serve e come costruirne uno.

Un’ultima cosa, forse la più importante: compra prodotti locali. Se hai la possibilità di rifornirti da un contadino della tua zona, da un apicoltore vicino a casa, o da un allevatore di fiducia, fallo. Sempre. Magari spenderai qualche euro in più, ma ci guadagnerai in salute. E la salute non ha prezzo.

Conclusione

Sul fatto che la biodiversità vada tutelata, come avrai capito, non ci sono dubbi. Non solamente per le api, ma per garantire un futuro a tutti noi e alle prossime generazioni.

La vita, la salute umana, ma anche il benessere economico sono elementi strettamente legati alla biodiversità, anzi dipendono da essa.

Per questo, la battaglia per salvare la biodiversità è una battaglia per il futuro della nostra casa: la terra. E tutti noi dobbiamo impegnarci per fare qualcosa, concentrandoci su quel poco – ma prezioso più che mai – che ancora ci è rimasto da salvare.

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Crediti:

Foto trattore: Erich Westendarp from Pixabay

Foto campo: minka2507 from Pixabay 

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