L’infaticabile ape operaia: come nasce, cosa fa, quanto vive

Una delle prime cose che ho imparato quando mi sono avvicinata al meraviglioso mondo delle api è come funziona la vita all’interno di un alveare. Sono rimasta stupita e affascinata dalla incredibile perfezione dell’organizzazione di quello che viene definito il “super-organismo alveare”.

Devi sapere, infatti, che scienziati e studiosi di api non considerano questi animali come singoli individui, ma come parte di un’entità, di un tutt’uno, come se fossero le cellule di un corpo senza pelle e senza scheletro.

Ed è proprio questo il motivo alla base della forza che unisce le api di una famiglia e che fa sì che tutte lavorino incessantemente per garantire il benessere dell’alveare. Tutto questo senza che ci sia bisogno di un’ape capo che impartisce gli ordini o che punisce le sorelle se i compiti non vengono eseguiti.

Il super-organismo, infatti, sopravvive solo se sono presenti e se collaborano tutti i componenti: regina, fuchi (i maschi delle api) e operaie. Il compito della regina è di deporre le uova e quindi di perpetuare la vita della famiglia, quello dei fuchi è di fecondare le regine, mentre le operaie fanno tutti gli altri lavori che, come vedrai tra poco, sono davvero tanti!

Come nasce un’ape operaia

Come ti avevo raccontato nell’articolo dedicato, l’ape regina è la mamma di tutte le api all’interno di un alveare e può deporre tra le 2.000 e le 3.000 uova al giorno. Queste uova possono essere di due tipi: fecondate e non fecondate. Dalle uova fecondate nasceranno le api operaie o nuove regine, da quelle non fecondate i fuchi.

La regina depone le uova su quello che viene chiamato il favo: un foglio di cera con celle esagonali affiancate (vedi Immagine 1).

Immagine 1 – Le celle con le api operaie sono quelle più piccole, al centro, mentre quelle che sporgono in cima e in basso ospitano i fuchi.

Dopo tre giorni dalla deposizione, l’uovo si sviluppa in una minuscola larva, arrotolata su sé stessa. In questa fase la celletta è ancora aperta così le sorelle operaie possono prendersi cura della piccola larva, dandole da mangiare.

Le api visitano ogni larva dalle 1.000 alle 2.000 volte!

Dopo nove giorni dalla deposizione dell’uovo, invece, la cella viene chiusa con un tappo di cera chiamato opercolo e da lì, la larva si trasformerà in una pupa, iniziando ad assumere l’aspetto e le caratteristiche fisiche di un’ape vera e propria.

La nascita dell’ape operaia, che è il momento in cui rosicchia il coperchio di cera ed esce dalla sua cella una volta completato lo sviluppo, si chiama sfarfallamento e avviene 21 giorni dopo la deposizione dell’uovo.

Appena nata l’operaia è piccola e più chiara delle altre, e si muove più lentamente ma con il passare del tempo acquisterà forza e un colore più brillante, e sarà pronta ad iniziare il suo lavoro prima dentro l’alveare e poi, in un secondo momento, nel mondo là fuori.

I compiti dell’ape operaia

Nel corso della sua vita, l’ape operaia svolge tantissimi compiti diversi in base alla sua età e allo sviluppo dei suoi organi. Vediamo quali sono:

Età 1-2 giorni

I primi due giorni di vita dopo lo sfarfallamento, la giovanissima ape operaia si dedica alla pulizia delle celle vuote del favo, dove poi la regina deporrà nuove uova. Insomma, prepara il nido per le future sorelle. Oltre a pulirle, riveste le celle anche con uno strato di propoli, su cui verrà adagiato l’uovo.

Età 3-5 giorni

Dal terzo al quinto giorno la piccola operaia viene promossa, e diventa un’ape nutrice. Il suo compito, infatti, sarà sorvegliare le larve più grandi (quelle che hanno più di tre giorni) e dare loro da mangiare miele e polline.

Età 6-12 giorni

Al compimento del sesto giorno, intanto, la nostra operaia ha sviluppato le ghiandole che le servono per produrre la pappa reale.

La pappa reale, detta anche latte delle api, è un alimento speciale che serve a nutrire l’ape regina (per tutta la sua vita) e le larve di operaie e fuchi, ma solo per i primi tre giorni. 

Munita di pappa reale, quindi, la giovane nutrice si impegna a dare da mangiare alle larve più giovani, quelle con meno di tre giorni. Si prende inoltre cura dell’ape regina e di eventuali celle con larve destinate a diventare nuove regine.

Sì, perché devi sapere che l’ape regina nasce da un uovo fecondato, come quello dell’ape operaia, ma la larva riceverà pappa reale anche passati i primi tre giorni. Questa diversa alimentazione farà sì che nasca una regina, che, a differenza dall’operaia, è dotata di organi riproduttivi sviluppati (grazie appunto alla pappa reale).

Tra una “pappata” e l’altra, sempre in questo periodo, l’ape operaia aiuta ad immagazzinare le provviste di miele e di polline.

Età 13-17 giorni

Intorno al tredicesimo giorno di vita, l’ape operaia sviluppa le ghiandole ceripare, delle ghiandole che servono a produrre la cera. Dalla nursery passa quindi al cantiere, diventando un’ape ceraiola!

Il suo compito, infatti, diventa costruire i favi di cera, se necessario ripararli, tirare le pareti delle celle del nido e tapparle quando è il momento.

Oltre ai lavori di costruzione e di manutenzione, in questo periodo la nostra operaia partecipa anche al ricevimento di nettare e polline, raccolti all’esterno e portati nell’alveare dalle api più anziane.

Alcune operaie, invece, sempre in questa fase, diventano delle api becchine, impegnandosi a ripulire l’alveare da api morte. Un compito importantissimo, perché permette alla famiglia di mantenere l’ambiente pulito e igienizzato, contrastando l’insorgere di malattie dovute ai batteri causati dalla decomposizione.

Ma non finisce qui! Questo è anche il periodo in cui la giovane operaia finalmente comincia a vedere e a conoscere il mondo fuori dall’alveare. Una parte del suo tempo, infatti, lo dedica a fare dei voli di esplorazione all’esterno. L’ape esegue questi brevi voli, che si chiamano voli di soleggiamento, davanti all’arnia e senza mai allontanarsi.

Età 18-21 giorni

Tra il diciottesimo e il ventunesimo giorno, oltre a continuare a partecipare al ricevimento del nettare e del polline che arrivano da fuori, la nostra ape cambia di nuovo lavoro e questa volta diventa una guardiana.

Il suo compito principale in questo periodo è proteggere l’alveare da intrusi e malintenzionati, sia dentro che all’ingresso. Un incarico importante e rischioso, ma lei lo svolgerà senza paura, pronta a sacrificare la sua stessa vita per proteggere la famiglia.

Età dai 22 giorni fino a fine vita

Dal ventiduesimo giorno fino alla fine della sua vita, infine, la nostra ape diventa un’ape bottinatrice. Si chiamano bottinatrici le api addette a raccogliere acqua, nettare, polline e propoli all’esterno.

Un’ape bottinatrice può percorre mediamente fino a 3 km di distanza (se necessario pare fino a 12!), viaggiando ad una velocità di 20 km orari circa. In un giorno può visitare 3000 fiori.

Ape bottinatrice intenta a raccogliere il nettare dai fiori.

Da ora in poi passerà il resto del suo tempo a esplorare i dintorni alla ricerca di cose buone, a raccogliere il suo dolce bottino e a comunicare alle sue sorelle la posizione dove trovare cibo in abbondanza. Ma di questo ti racconterò un’altro giorno …

Come hai visto, le api operaie non hanno certo il tempo di annoiarsi! L’organizzazione, ovviamente, non è così netta e precisa ma il percorso è quello.

La cosa incredibile, inoltre, è che le operaie monitorano costantemente lo stato e la situazione della famiglia per capire se ci sono imprevisti o emergenze da fare e, in caso di necessità, ogni ape può cambiare il lavoro e svolgere altri compiti diventati urgenti o rimasti scoperti. Questo indipendentemente dalla sua età.

Cosa sono le api operaie fochiste

Si chiamano fochiste le api addette al riscaldamento della covata. La temperatura della covata, infatti, deve rimanere sempre tra i 33 e i 36 gradi, indipendentemente dal clima all’esterno.

Per questo motivo, tutte le api dal terzo giorno di vita in poi, partecipano alla produzione di calore e alla regolazione della temperatura nell’alveare.

Oltre ad appoggiarsi sulla covata per trasmettere calore tramite il torace, le api riescono anche a fare calore all’interno dell’alveare facendo come vibrare le ali, senza però muoverle.

Se invece fa troppo caldo, spruzzano acqua e muovono le ali per raffrescare l’ambiente.

Cosa sono le api operaie fucaiole

Se per qualche motivo, all’interno di un alveare la regina viene a mancare, si crea nella famiglia di api quello che in gergo viene chiamato senso di orfanità. Motivo per cui, le famiglie di api senza regina sono chiamate “famiglie orfane”.

Le operaie della famiglia orfana si accorgono subito che la regina non c’è più e, se hanno uova disponibili deposte dalla regina, allevano subito una sostituta. Se invece non ci sono uova disponibili, alcune delle operaie depongono loro stesse delle uova ma nasceranno solo fuchi. Questo perchè le operaie sono sterili, e quindi possono deporre solo uova non fecondate da cui, come abbiamo visto sopra, nascono solo fuchi. Da qui, il nome “fucaiole”.

Ovviamente una famiglia dove nascono solo fuchi è destinata a morire in breve tempo.

Quanto a lungo vive un’ape operaia

A differenza dell’ape regina, che vive mediamente 4-5 anni, la durata di vita delle api operaie è molto più breve e dipende dalla stagione in corso.

La durata di vita delle api estive

In primavera e in estate, le api operaie vivono mediamente 40-45 giorni. Questo a meno che non ci sia carenza di polline. Se non hanno polline a sufficienza, infatti, le operaie possono vivere dai 5 ai 18 giorni in meno. E 18 giorni in meno vuol dire una durata di vita quasi dimezzata!

Ecco perchè il polline è un alimento estremamente importante per le api, che lo raccolgono principalmente come fonte di proteine da dare alle larve delle operaie e dei fuchi.

La durata di vita delle api invernali

Le api che nascono in autunno (in realtà alcune sfarfallano già a fine agosto), dato che devono superare tutto l’inverno perché in questo periodo la regina non depone uova, possono arrivare a vivere fino a 6 mesi.

In cosa differiscono le api invernali da quelle estive? Viste da fuori le api invernali equelle estive sono identiche. La differenza sta invece nel loro corpo. Le api invernali nascono con del grasso corporeo, assente nell’ape estiva.

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Se sei arrivato a leggere fino a qui ti ringrazio per il tuo tempo. Spero che anche tu ti stia innamorando, almeno un pochino, di queste incredibili creature. Vuoi fare qualcosa di concreto anche tu per aiutare le api? Nel mio articolo “Le api stanno morendo ma tu puoi aiutarle. Ecco come”  troverai un piccolo elenco di piantine che puoi piantare per aiutare le api e gli altri piccoli impollinatori che muoiono di fame per la scomparsa dei loro habitat naturali. Un gesto piccolo, ma concreto, che fatto da tutti può portare al vero cambiamento.

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