Il tarassaco: caratteristiche, proprietà officinali e utilizzi

Esistono piante di cui troppo spesso non ci curiamo abbastanza. Passiamo oltre e magari le calpestiamo, quando non le distruggiamo inconsapevoli delle loro proprietà. Per questo oggi ti racconto tutto sul tarassaco, un incredibile dono che ci ha fatto la Natura e che – a costo zero – possiamo utilizzare in cucina e per fare tisane. Ah, quasi dimenticavo! Le api adorano i fiori di tarassaco.

Il tarassaco: dove cresce e quando fiorisce

Il Tarassaco (Taraxacum officinale), appartenente alla famiglia delle Asteracee, è una pianta erbacea perenne molto comune e molto diffusa.

In particolare, in Italia, il tarassaco cresce quasi tutto l’anno (tranne nelle zone più fredde) fino ai 3.000 mt. di quota nei prati, nei vigneti, nei frutteti, ai bordi delle strade e sui terreni non coltivati.

Il tarassaco solitamente fiorisce tra febbraio e maggio.

Altri nomi con cui conosciamo il tarassaco è dente di leone o soffione…  Inoltre, questa pianta spontanea ricca di proprietà officinali è anche chiamata con il nomignolo di piscialletto. Facile quindi intuire già le proprietà diuretiche e depurative. 

Ma non è finita qui! Anche le api amano il tarassaco perchè fornisce loro tanto nettare per fare il miele, e anche un po’ di polline, sostanza indispensabile per nutrire e far crescere in salute le loro piccole larve. Quindi raccogline pure in abbondanza, ma lascia un po’ di fiori anche per le nostre amiche. Ce n’è per tutti!

Come si riconosce e come si raccogliere il tarassaco

Il tarassaco si caratterizza per i suoi steli fioriferi cavi e lattiferi e per le foglie – più o meno aguzze o dentellate  – che partono dalla base a stella. I fiori sono di un giallo o giallo arancione, mentre il soffione di semi è sferico e al minimo alito si disperde, volando nell’aria.

Le radici sono a fittone (un grosso corpo cilindrico a carattere legnoso che scende verticalmente dal fusto della pianta).

Ovviamente, pur crescendo un po’ dappertutto, è meglio se raccogli il tarassaco lontano dalla polvere delle strade più trafficate o da quelle frequentate per portare a passeggio i cani.

Ad eccezione dei semi, di questa pianta meravigliosa possiamo raccogliere e consumare praticamente tutte le parti: foglie, fiori, radici.

Le radici vanno raccolte preferibilmente in autunno, dopo la dispersione dei semi.

A cosa fa bene il tarassaco

Oltre ad avere proprietà diuretiche e depurative, come ti ho anticipato sopra, il tarassaco interagisce con quasi l’intero organismo. È un antinfiammatorio, un tonico, stimola l’intestino, è curativo per il fegato, fa bene alla pelle, ed è anche lassativo – alla bisogna.

Ecco nello specifico le principali proprietà e a cosa fa bene il tarassaco:

  • Diuretico / depurativo
  • Amico del fegato
  • Diabete
  • Cellulite
  • Dermatosi
  • Gotta
  • Reumatismi

In caso di febbre, Maurice Messeguè – noto erborista francese – consiglia di bere un bicchierino di vino dove hai fatto precedentemente macerare le radici di tarassaco (due radici fresche lasciate macerare in ½ litro di vino bianco per 3 giorni). Un toccasana!

Cataplasmi di foglie e fiori aiutano invece a contrastare le malattie della pelle.

Come utilizzare il tarassaco

Piatto di piccole foglie di tarassaco appena colte per l’insalata.

Il tarassaco in cucina

Il tarassaco è buono e nutriente! Puoi consumarlo sia crudo, sia cotto.

È davvero delizioso: in insalata, nelle minestre o cucinato come gli spinaci – praticamente una prelibatezza per il palato a costo zero!

Raccogli le foglie più piccole e tenere per aggiungerle crude all’insalata e mangiane pure a sazietà.

Le giovani gemme, invece, puoi invasettarle sotto aceto e si usano come capperi.

Quelle meno giovani, invece, potrai cucinarle (bollite o scottate), e utilizzarle per numerose ricette: come contorno con burro/olio e parmigiano/pecorino, come ripieno per ravioli e frittate, e così via. Ovviamente in cottura si possono anche unire ad altre verdure simili come spinaci, biete da costa, borragine…

Puoi aggiungere le foglie di tarassaco anche ai tuoi smoothie! Insomma sono infinite le ricette da provare o da inventare!

Radice di tarassaco: un surrogato del caffè

La radice di tarassaco, raccolta in autunno dopo la fioritura e tagliata a fettine per poi essere torrefatta nel forno, può essere consumata come bevanda calda (come surrogato del caffè, al pari della cicoria selvatica). Tolta dal forno ti basterà macinarla e prepararla esattamente come il caffè (o anche aggiungendola semplicemente al caffè).

Decotto o tisana di tarassaco

Oltre che buono da mangiare, il tarassaco costituisce una autentica farmacia naturale e gratuita.

Basta una manciata di radici, foglie o entrambi per litro d’acqua per preparare un infuso o un decotto.

Il miele di tarassaco

Come ti ho già raccontato nell’articolo Il miele italiano: tipologie, differenze, origini e proprietà, il miele di tarassaco, prodotto in Italia in particolar modo nelle zone di collina settentrionali, non sempre è apprezzato da tutti i consumatori per il suo sapore un po’ intenso e perchè cristallizza molto rapidamente.

Il colore è di un giallo ambrato molto vivace da liquido, e diventa crema o giallo intenso da cristallizzato.

L’odore del miele di tarassaco è intenso e pungente, e sa di margherita, di camomilla, di aceto. L’aroma, invece, è intenso e ammoniacale, ed evoca quello di un infuso di camomilla.

Fonti:

Image credit: Nicole Scudeletti, Azienda Agricola BZZZ

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