Le arnie per api: tutto quello che c’è da sapere

Hai frequentato un corso, hai letto alcuni manuali, magari hai già anche fatto da assistente ad un apicoltore della tua zona per imparare a muovere i primi passi nel mondo dell’apicoltura e ti sei convinto ad iniziare la tua avventura?

Allora scegliere le arnie giuste sarà uno dei primi compiti che dovrai affrontare per diventare apicoltore. Che sia per hobby o per professione.

Che cos’è un’arnia?

Per arnia si intende la “casa” che un allevatore mette a disposizione delle proprie api. Se anche tu deciderai di avere trovato sufficienti buoni motivi per iniziare ad allevare api, dovrai procurarti delle arnie dove farle stare.

La storia delle arnie

Le origini

Nel corso dei millenni, da quando l’uomo ha cominciato ad allevare le api al fine di produrre il miele, sono stati diversi gli strumenti messi a punto per dare loro alloggio.

Si è passati dalle arnie ricavate dai tronchi d’albero del Neolitico, a quelle in terracotta utilizzate dagli antichi Egizi e Greci, fino ad arrivare ai bugni villici costruiti in paglia nei monasteri medievali.

Dall’800 in poi si è cominciato ad utilizzate arnie in legno con i telaini mobili, una vera e propria rivoluzione che ha permesso la nascita dell’apicoltura razionale moderna.

La nascita delle arnie razionali (o a favo mobile)

Le arnie razionali sono quelle dotate di favi mobili. Per favo si intende quella costruzione fatta in cera dalle api con le celle esagonali, dove la regina depone le uova e le operaie immagazzinano il miele.

Si chiamano razionali perché consentono all’allevatore di lavorare meglio, in modo più razionale appunto. Le arnie razionali, infatti, sono dotate di telaini rimovibili su cui l’apicoltore monta i fogli cerei, inducendo le api a costruirvi i loro favi.

Il vantaggio delle arnie razionali è che consentono un miglior controllo della famiglia e del suo stato di salute, e permettono di prelevare più facilmente i telai da miele (cosiddetti melarini).

Ci sono due tipi di arnie razionali: quelle americane e quelle tedesche.

Le arnie razionali americane

Le arnie razionali americane sono state inventate nel 1851 in America dal reverendo Langstroth.

La caratteristica principale di queste arnie, che sono quelle attualmente utilizzate nel nostro paese, è che i telaini si estraggono dall’alto.

Il modello di Langstroth è stato con il tempo modificato, prima da Dadant e poi Blatt – da cui l’arnia Dadant-Blatt o DB. L’arnia italo-Dadant-Blatt è quella standard utilizzata in Italia.

Le arnie razionali tedesche

Le arnie razionali tedesche sono state ideate in Germania (nello stesso periodo di quelle americane) da Berlepsch.

La differenza sostanziale tra le arnie è che i telaini del modello tedesco si estraggono dal retro, uno dopo l’altro. Oggi questo tipo di arnia è poco diffuso.

Quale arnia scegliere?

Prima di scegliere quali arnie acquistare, dovrai stabilire quale tipo di apicoltura andrai a fare (se nomade o stanziale).

L’apicoltura stanziale è quella per cui le api vengono tenute nello stesso posto tutto l’anno (ad esempio il tuo terreno o il tuo giardino), mentre il nomadismo è quando l’apicoltore sposta le api in posti diversi, a seconda delle fioriture.

Per stabilire se farai nomadismo o apicoltura stanziale, ti consiglio di fare un’attenta analisi della tua zona, quella in cui vorresti mettere l’apiario per intenderci (magari con l’aiuto di un apicoltore esperto).

Innanzitutto, valuta le potenzialità mellifere e pollinifere della zona. Quali sono le principali fioriture tra maggio e fine luglio? Fai un elenco.

Se non conosci le potenzialità di interesse apistico delle diverse specie di piante ti consiglio di consultare le tabelle sul libro “Le api. Biologia, allevamento, prodotti” (da pagina 155 in poi). A me sono state molto utili.

Considera poi anche l’eventuale presenza di coltivazioni intensive, con trattamenti antiparassitari. Se presenti, il rischio è quello di vedere morire le tue api per avvelenamento, quindi ti conviene spostarle, almeno durante i trattamenti.

Arnie a fondo mobile e fisso

Arnia a fondo mobile (e inclinato)

Questa sarebbe l’arnia indicata per l’apicoltura stanziale, perchè consente non solo una agevole pulizia del fondo, ma anche la facile sostituzione del fondo in caso di deterioramento.

Arnia a fondo fisso (con portichetto)

L’arnia a fondo fisso è quella più adatta per che fa nomadismo, perché più solida e maneggevole. La presenza del portichetto agevola il trasporto perché permette di chiudere l’entrata, lasciando al contempo spazio e aria alle api.

Il portichetto è anche utile per proteggere le famiglie dalle intemperie climatiche, e per questo motivo, al momento, quest’arnia è la più diffusa, anche per chi fa apicoltura stanziale.

Il nido dell’arnia a fondo fisso contiene 10 telaini.

Come posizionare le arnie in apiario

Una volta acquistate le arnie, e prima di trasferirvi le tue api dovrai predisporre gli spazi per posizionarle. Le arnie non vanno messe direttamente a terra! Dovrai trovare un piedistallo affinchè. Nella foto puoi vedere come ho posizionato le mie con pochissima spesa.

Altra cosa … prevedi una piccola pendenza in avanti, per favorire l’uscita di umidità e di eventuale condensa d’acqua.

Il tetto di ogni arnia dovrebbe essere all’altezza di circa 85-100 cm (senza melario).

Ricorda anche di tenere pulito da sterpi ed erbacce l’ingresso (magari calpestali con i piedi o strappali con le mani … le api odiano trattori e decespugliatori). L’erba troppo alta infatti ostacola il volo delle api e contribuisce ad aumentare l’umidità all’interno dell’alveare.

Di quali e quante parti è fatta un’arnia?

Partendo dal basso, la prima cosa che troviamo in un’arnia è il fondo (che può essere fisso o mobile) e la rete antivarroa (con relativo cassetto estraibile per i controlli). Questo cassetto estraibile è molto utile per verificare lo stato di infestazione da varroa delle nostre api, ma anche del loro stato di salute.

Il nido ha un’altezza di 35 cm e può essere da 10 o da 12 telaini. Personalmente uso quello da dieci perché ha un peso e ingombro minore, e le api salgono a melario per fare il miele prima e più velocemente. I telaini sono in legno e sono distanti tra loro 8 mm ca. Sui telaini occorre montare i fogli cerei fissandoli ai fili d’ottone di cui sono dotati. Affinché i fogli si attacchino ai fili dovrai scaldare la cera con il calore generato con dal passaggio di corrente a 12 volt (io uso un piccolo carica batterie con le pinze).

Sopra il nido in primavera collocherai il melario. Quest’ultimo ha un telaio in meno del nido. Lo spazio in più favorisce la costruzione di favi più larghi, che sono così più comodi da disopercolare in fase di smielatura.

Il coprifavo (che andrà messo sopra il nido o – se presente – sopra il melario) è in legno ed ha un foro del diametro di 4 cm al centro che serve per collocare la nutrizione. Tra nido e coprifavo prevedi l’acquisto di un escludi-regina, onde evitare che la regina salga.

Il tetto dell’arnia è di solito coperto da uno strato di alluminio. In questo modo diventa impermeabile e resistente alle intemperie.

I materiali con cui sono fatte le arnie

Legno

Solitamente le arnie sono costruite in legno d’abete dello spessore di 2,5 cm. Per conservare al meglio il legno delle tue arnie ti consiglio l’olio di lino cotto, che lo protegge mantenendone la porosità.

Vernici

Spesso vedrai arnie colorate Un motivo c’è … colori (ed eventuali forme geometriche delle arnie) possono aiutare le api ad orientarsi e a ritrovare la propria “casa”.

Ti consiglio vernici ad acqua, le più utilizzate,  oppure fatte con la propoli. Cosa c’è di meglio di un materiale prodotto alle nostre piccole api?

Altri materiali

Esistono in commercio anche arnie in polistirolo o in altri materiali sintetici. 

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Ti ringrazio per essere arrivato fino a qui e spero di esserti stata utile. Se ti è piaciuto questo articolo, metti un like sulla mia pagina Facebook. Non ti costa nulla, ma io saprò l’hai apprezzato. E se hai trovato qualche parola di cui non conosci il significato, prova a consultare il mio glossario di apicoltura.

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