Le api salvano i veterani

Apicoltura come terapia: in America le api salvano i veterani

Ti avevo già parlato dell’importanza delle api nell’articolo “5 buoni motivi per iniziare ad allevare api“, spiegandoti che questi insetti meravigliosi non solo sono fondamentali per il futuro del nostro pianeta, ma provvedono anche all’84% del nostro cibo.

Le api però sono utili a “noi umani” anche in un altro modo. I ricercatori affermano infatti che fare apicoltura può aiutare coloro che soffrono di stress, ansia e depressione. La chiamano “terapia dell’apicoltura” e, negli Stati Uniti, una categoria particolare di persone ne sta già beneficiando: i veterani militari.

Un programma in aiuto dei veterani

Si chiama Vince Ylitalo e ha servito il proprio Paese per quasi 40 anni, incluse due spedizioni in Iraq. Nel 2017 Vince ha lasciato l’esercito statunitense e, come molti altri reduci, ha iniziato la sua guerra personale: quella contro il Disturbo Post-Traumatico da Stress.

Vince è uno dei 12 veterani che partecipa al programma di apicoltura presso il Manchester VA Medical Center nel New Hampshire, un’iniziativa volta ad aiutare i reduci affinchè possano rifarsi una nuova vita.

È fantastico” – ha dichiarato Vince in un’intervista ad Associated Press, guardando amorevolmente un’ape ligustica (che qui chiamano Italian bee, ape italiana) con sacche di polline sulle zampe posteriori – “Mi aiuta a pensare a qualcosa di completamente diverso … penso alle api“.

Wendi Zimmerman, un altro veterano nello stesso programma di Vince, afferma che le api l’hanno aiutata a gestire l’ansia che prova fuori casa, anche se inizialmente temeva di essere punta.  Chiama i pensieri che la tormentano “ingombro del passato”, e dice che ascoltare il ronzio delle api la aiuta a liberare la testa da questo “ingombro”.

Il ronzio delle api riempie quel vuoto nella mia testa dove si insidia il passato” – sostiene Wendi.

Alicia Semiatin, direttore del programma di Manchester, ha confermato che l’apicoltura offree numerosi benefici a queste persone. Benefici che sembra durino addirittura anche nelle settimane successive all’attività apistica.

Il programma di Manchester non è l’unico del genere negli Stati Uniti. Sono numerose le associazioni e i gruppi di veterani del Paese a promuovere attività di apicoltura. L’obiettivo, oltre a quello di aiutare gli ex-militari con problemi di salute mentale, è anche quello di dare a queste persone le competenze necessarie per ricollocarsi nel settore dell’apicoltura, e dell’agricoltura in generale.

Cos’è il Disturbo Post-Traumatico da Stress?

Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS) colpisce coloro che hanno vissuto un’esperienza traumatica che implica gravi lesioni, morte, minaccia di morte o di integrità fisica.

In guerra, il trauma può derivare dalla partecipazione diretta ad atti di combattimento (uccidere o ferire altre persone) o da atti indiretti, come assistere alla morte di qualcuno, non riuscire a prevenire atti di crudeltà, o dare/ricevere ordini percepiti come immorali.

Il numero stimato di veterani negli USA ammonta a oltre 23 milioni. L’incidenza di casi di DPTS varia a seconda del conflitto, e in media va dall’11 al 20%. Nel periodo 2008-2016 ci sono stati in US più di 6.000 casi di suicidio all’anno tra i veterani (fonte U.S. Department of Veterans Affairs).

Una volta rientrati in patria, molti reduci sembrano tornare ad una vita normale fino a quando un episodio, anche banale, fa scattare il loro cervello, inducendolo a tornare in modalità combattimento o fuga.

Il DPTS può manifestarsi in molti modi tra cui incubi, attacchi di panico, flashback o ricordi dolorosi sempre presenti e incontrollabili, ma anche depressione, ipersensibilità agli stimoli ambientali, dissociazione.

Una condizione estenuante che restringe il mondo del malato fino a quando il sollievo dal dolore emotivo diventa l’unico suo desiderio. Un desiderio che sfocia spesso in comportamenti autodistruttivi, abuso di alcol o droga, suicidio.

L’apicoltura: una cura per l’anima e per la mente?

Lavorare a contatto con la natura ha un effetto calmante e quindi può aiutare a combattere (o perlomeno a ridurre) i problemi di ansia, stress, depressione, e anche condizioni più gravi come il Disturbo Post-Traumatico da Stress, affiancando una valida psicoterapia.

L’attività in apiario restituisce ai veterani un nuovo obiettivo nella vita, li aiuta a rilassarsi, e consente loro anche di frenare i ricordi traumatici del passato perché li costringe a concentrarsi sulle api. Un’opportunità di stare a contatto con la bellezza della natura e concentrandosi sul qui e ora, lasciandosi alle spalle gli orrori vissuti in Iraq o in Afghanistan.

I ricercatori stanno cominciano a interessarsi a questi programmi, per capire se davvero vi è una correlazione tra apicoltura ed equilibrio mentale ma, per ora, i dati concreti raccolti sono ancora pochi.

Questo però non sembra importare a chi trova conforto in quest’attività. I partecipanti ai programmi infatti insistono sul fatto che le api li aiutano, e non hanno bisogno di studi per una conferma.

È il caso di Frank Bartel, veterano e apicoltore, a cui basta guardare le api per rilassarsi. Come spiega Frank :

Quando le cose diventano davvero frenetiche, pazze e hai bisogno di calmarti, metti la sedia davanti all’alveare e le guardi entrare e uscire. È rilassante e tutte le preoccupazioni volano via

Ecco il video originale di Associated Press con i protagonisti di questa storia:

 

Fonti:

 

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